• Luigi Boscolo, perdiamo un grande maestro del pensiero sistemico e della terapia familiare.

    Luigi Boscolo lunedì 12  gennaio 2015 ci ha lasciato. Addolorati perdiamo un grande maestro del pensiero sistemico e della terapia familiare.

    Al primo impatto appariva pacato, saggio, formale ma ben presto ti rendevi conto dello spessore della persona,  lo sentivi vicino emotivamente,  in modo  non eclatante, quasi privato. Ci ritorna in mente il suo sorriso sotto i baffi, saggio e un po’ canzonatorio, caldo, intrigante proprio perché da decifrare. Come scordare la sua passione per la clinica, per le situazioni complicate oltre che complesse, lo sguardo ammirato per le soluzioni che gli utenti trovavano, l’orgoglio nel raccontare gli esiti di un intervento. Ciascuno di noi due ha ricordi molto personali sia delle terapie fatte con Lui che di serate passate a raccontare aneddoti e storie di vita, una dopo l’altra senza interruzione, accompagnate dal suo sguardo accettante, da  buon cibo e da un vinello verace.

    Ci ha fatto scoprire le emozioni, l’uso del linguaggio, delle metafore, delle parole chiave. Ci … Read the rest...

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  • The spiritual dimension in psychotherapy

    The spiritual dimension in psychotherapy[1]

     

    Umberta Telfener[2]

     

     

    “There are only two ways to live your life. One is as though nothing is a miracle.

    The other is as though everything is a miracle” A. Einstein

     

    “You are here to enable the divine purpose of the Universe to unfold.

    That’s how important you are!” Eckart Tolle

     

    “What is the definition of enlightenment? The end of suffering” Buddha

     

    I was trained as a systemic strategic therapist at the Child Guidance Clinic in Philadelphia in the mid 1970s, involved in the systemic-relational psychotherapy which asks for connection and belonging. In the 1970s I also began reading Castaneda’s writings. Curious about what there is between earth and heaven, about the ethereal dimensions and the rapport between humans and nature, I have made a point, ever since, of visiting shamans around the world. I drew out another aspect of my personality working with migrants and developing a shared … Read the rest...

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  • An Introduction

     

    Entering into a new context is no easy task for a mental health professional. Social and mental care workers  enjoy wide appreciation within their profession; over the years, due to health service reorganization and spending cuts, their work has become increasingly harder. When a worker first enters an established workforce, he must make his mark and build up his confidence in order to earn his place amongst colleagues who already share a point of view and who function as a whole organized by a consolidated praxis.

    The systemic frame, of which I consider myself an Italian representative, constitutes the core of this book. I teach on the post graduate course in Health Psychology at the University of Rome La Sapienza, this has enhanced my systemic frame and thinking, since it has underlined the need for a thorough praxis (?) which gives importance to resources and evolutionary processes within organizations and systems (individuals, families …).

    Systemics (HvF2003) and health psychology … Read the rest...

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  • Un mazzo di narcisi

    Il narcisismo è un comportamento adattativo che permette di mantenere la propria coerenza di sé. Kohut (1976) lo considera necessario ed essenziale per l’esistenza e il benessere psicologici, in quanto si manifesta in ideali e ambizioni molto salutari.  Esiste anche un disturbo di personalità narcisistica (Kernberg 1984) – che però nell’ultimo anno erroneamente non è più stato considerato un tratto psicopatologico dalla psichiatria ufficiale – di cui si occupa anche la canzone. Si mostra come un comportamento “estremo”, portato all’ennesima potenza ed è caratterizzato da 1. iper-valutazione e idealizzazione del sé; 2. un senso precario e fragile di coesione personale; 3. un’esagerata sensibilità e vulnerabilità nella sfera delle relazioni; 4. aspetti distruttivi che hanno il compito di impedire i rapporti dipendenti e mantenere svalutati gli altri; 5. una regolazione  emotiva scandita, nelle fasi acute del disturbo, da frammentazione, vergogna, terrore primordiale, esclusione dal gruppo, senso di diversità. Anche da rabbia manifesta e vendicatività e dal bisogno di stupire.
    Il/la narcisista, … Read the rest...

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  • From Systems Theory to Systemics Some Remarks by Heinz von Foerster

     

    From Systems Theory to Systemics
    Some Remarks by Heinz von Foerster[1]

     

    Umberta Telfener[2]

     

    As an Introduction

    I met Heinz for the first time at a conference held by ISCRA systemic Institute in Modena, back in 1985. He was with the psychotherapist and theoretician Carlos Sluzky and they were talking about Popper’s falsification theory. The translator was very imprecise and the listeners got nervous. I decided to translate taking the place of the official professional. That was the beginning of a long friendship and collaboration. I speak English with a little German accent, we kind of recognized each other and we got along together very smoothly ever since: same energy level, same Austrian background, sympathy, friendship …
    A teacher/student relationship was born. For the first time I understood the difference between first and second cybernetics (the former dealing with static processes tending to status quo, the second with evolutive ones), and the difference between first order and … Read the rest...

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  • RIFLESSIONI SULLA TERAPIA INDIVIDUALE SISTEMICA

    RIFLESSIONI SULLA TERAPIA INDIVIDUALE SISTEMICA

    Umberta Telfener[1]

     

    Non preoccupiamoci troppo. In fondo non siamo noi a curare i
    nostri pazienti. Noi semplicemente stiamo loro vicini e facciamo
    il tifo mentre loro curano se stessi. Erich Fromm

     

    Alla richiesta di scrivere un articolo sulla terapia individuale sistemica (tis) la prima cosa che ho fatto è stata quella di lamentarmi, in quanto pensavo fosse “antiquato” proporre specificità di un modello rispetto ad un altro. Le scuole sono nate negli anni cinquanta, sessanta – organizzate intorno ad una o più figure carismatiche – ed hanno avuto una importanza notevole sia per la crescita della terapia in generale sia per la specificazione dei modelli clinici e della teoria del cambiamento.  In questo momento storico quasi ogni clinico si è fatto più di un training e  comunque è stato esposto a molte riflessioni sul processo clinico; oggigiorno regna una ecletticità che non è né giusta né sbagliata, semplicemente è. Credo che sia sempre … Read the rest...

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  • Il lavoro con i migranti in Italia: per una pratica etica basata sul rispetto

     

    Il lavoro con i migranti in Italia: per una pratica etica basata sul rispetto

    Umberta Telfener[1]

     

    Avere il mondo per patria e considerare stranieri solo i malvagi
    Romana Petri*

     

    Se non esci da te stesso non puoi sapere chi sei
    José Saramago**

     

    Alcune premesse

          Il fenomeno  dell’immigrazione in Italia è abbastanza recente, da circa 15 anni arrivano persone dagli altri paesi del mondo; prima eravamo noi italiani un popolo di emigranti, diretti verso il nord italiano ed europeo e l’America[2]. Attualmente anche noi siamo diventati un paese di passaggio e mentre Francia, Germania e Inghilterra possono essere già considerate nazioni multietniche, noi siamo ancora agli inizi di questa esperienza. A seguito di questa novità migratoria gli operatori sono molto allertati e molto interessati a riflettere su come lavorare con gli stranieri. Questi, all’inizio, ci offrivano solamente il loro corpo e attraverso le malattie somatiche manifestavano anche i disagi mentali (coloro che provenivano da … Read the rest...

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  • La dimensione spirituale in psicoterapia

    La dimensione spirituale in psicoterapia

    Umberta Telfener[1]

     

     

    Ci sono solo due modi per vivere la vita. Uno come se niente

    fosse un miracolo. L’altro come se tutto fosse un miracolo.  A. Einstein

     

    Voi siete qui per consentire al divino scopo dell’universo

    di manifestarsi. Ecco quanto siete importanti! E. Tolle

     

    “Che cos’è l’illuminazione?”, “La fine della sofferenza” Buddha

     

     

    Sono “nata” come terapista sistemica alla Filadelfia Child Guidance Clinic a metà degli anni settanta, strategica per imprinting, coinvolta nella terapia sistemico-relazionale che predicava la connessione e l’appartenenza. Parallelamente ho cominciato a leggere Castaneda e sono andata tutta la vita a visitare sciamani in giro per il mondo, incuriosita da quello che c’è tra cielo e terra, dalle dimensioni eteree, dal rapporto tra umano e natura. Ho fatto emergere un’altra faccia della mia personalità lavorando con i migranti in un dialogo che potesse non riproporre i vincoli tutti occidentali della psicoterapia; un’altra faccia parlando con le donne che sanno aprire il … Read the rest...

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  • What I learned from Gianfranco Cecchin: the freedom of a jazz improviser

    “We don’t improvise by chance”
    Stefano Bollani, jazziest piano player

     

    “We refuse to be what  you want us to be, we are what we are,
    and that’s the way it’s going to be” Bob Marley

     

          My interest in via Leopardi started in  September 1979 when I had the occasion to spend three days behind the one way mirror of the group, still then composed by Mara Selvini Palazzoli, Luigi Boscolo, Gianfranco Cecchin and Giuliana Prata. I was back from the Philadelphia Child Guidance Clinic three years training. I was there with Lynn Hoffman and we shared a dialogue which was rich and challenging. The group’s proactive attitude in difficult moments, their search for resources, and their respectful and curious attitude, convinced me I wanted to learn from them and follow their clinical work. I had finally found my masters!!
    In 1977 Boscolo and Cecchin had started their training and were “translating” their thoughts to adhere to the public … Read the rest...

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  • La psicopatologia in ottica sistemica

    La psicopatologia in ottica sistemica[1]

    Marco Bianciardi e Umberta Telfener

     

    1. Presupposti teorici: la rivoluzione cibernetica

         Ogni modello è un insieme di concetti teorici e di ipotesi che trovano una propria coerenza attorno ad una metafora fondante. Il modello rappresenta per il clinico uno strumento indispensabile per organizzare i propri dati, e quindi descrivere e spiegare quanto accade nell’incontro con i pazienti. Si tratta di una cornice all’interno della quale lo psicoterapeuta inquadra,  legge e decodifica  sia ciò che i pazienti portano, dicono e fanno, sia le proprie emozioni e le proprie idee;  ogni modello propone pertanto degli assunti espliciti ed impliciti circa 1- la causa e le basi della psicopatologia, 2- la collocazione di questa nel paziente, nelle relazioni o nel contesto, 3- le categorie attraverso le quali i problemi possono venir diagnosticati, 4- le strategie per intervenire sulla psicopatologia. Si tratta, anche, di un sistema di riferimento categoriale che permette di operare scelte cliniche (di setting, di … Read the rest...

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  • Gli operatori tra più fuochi, come giocarsi il proprio ruolo al meglio

    1. Operatori delusi e scoraggiati

    L’espressione delusa della psicologa assunta come operatore in una cooperativa che deve fare i conti tra le proprie aspettative tradite, il mandato e il coinvolgimento personale da una parte e la realtà di tutti i giorni dall’altra; le lacrime dell’educatrice che non riesce a evitare che un bambino venga tolto alla famiglia dai servizi sociali che hanno lavorato senza informarla; lo sguardo sperso di un clinico che non comprende l’iter di una famiglia in via di separazione nella difficile relazione tra tribunale, regole di affido e possibilità evolutive; le speranze frustrate di molti operatori pieni di buona volontà ….
    Tutti i giorni capita di incontrare operatori delusi e scoraggiati per la difficoltà di vedere riconosciuto il loro ruolo e di trovare un lavoro permanente e, più ancora, per la fatica di acquisire una voce competente nell’interazione tra tante figure che si succedono e si affiancano, ma raramente si ingranano tra loro su una stessa situazione.
    Consapevole … Read the rest...

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The premises of the website

Systemics Voices and paths within complexity

Umberta Telfener, Luca Casadio

Introduction

Ludwig Wittgenstein observed in his Philosophical Investigations (1953, no. 18) that language “can be seen as an ancient city: a maze of little streets and squares, of old and new houses, and of houses with additions from various periods; and this surrounded by a multitude of new boroughs with straight, regular streets and uniform houses.” In our view, this analogy also captures the evolution of the various forms of knowledge (collective, individual, family, cultural, aesthetic, religious, etc.) and scientific knowledge in particular, with its “constructions”, interaction with other styles, and landscape. Read More