• Il LAVORO COI MIGRANTI

    Il lavoro coi migranti
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  • Music again

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  • Un mazzo di narcisi

    Il narcisismo è un comportamento adattativo che permette di mantenere la propria coerenza di sé. Kohut (1976) lo considera necessario ed essenziale per l’esistenza e il benessere psicologici, in quanto si manifesta in ideali e ambizioni molto salutari.  Esiste anche un disturbo di personalità narcisistica (Kernberg 1984) – che però nell’ultimo anno erroneamente non è più stato considerato un tratto psicopatologico dalla psichiatria ufficiale – di cui si occupa anche la canzone. Si mostra come un comportamento “estremo”, portato all’ennesima potenza ed è caratterizzato da 1. iper-valutazione e idealizzazione del sé; 2. un senso precario e fragile di coesione personale; 3. un’esagerata sensibilità e vulnerabilità nella sfera delle relazioni; 4. aspetti distruttivi che hanno il compito di impedire i rapporti dipendenti e mantenere svalutati gli altri; 5. una regolazione  emotiva scandita, nelle fasi acute del disturbo, da frammentazione, vergogna, terrore primordiale, esclusione dal gruppo, senso di diversità. Anche da rabbia manifesta e vendicatività e dal bisogno di stupire.
    Il/la narcisista, … Read the rest...

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  • From Systems Theory to Systemics Some Remarks by Heinz von Foerster

     

    From Systems Theory to Systemics
    Some Remarks by Heinz von Foerster[1]

     

    Umberta Telfener[2]

     

    As an Introduction

    I met Heinz for the first time at a conference held by ISCRA systemic Institute in Modena, back in 1985. He was with the psychotherapist and theoretician Carlos Sluzky and they were talking about Popper’s falsification theory. The translator was very imprecise and the listeners got nervous. I decided to translate taking the place of the official professional. That was the beginning of a long friendship and collaboration. I speak English with a little German accent, we kind of recognized each other and we got along together very smoothly ever since: same energy level, same Austrian background, sympathy, friendship …
    A teacher/student relationship was born. For the first time I understood the difference between first and second cybernetics (the former dealing with static processes tending to status quo, the second with evolutive ones), and the difference between first order and … Read the rest...

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  • La dimensione spirituale in psicoterapia

    La dimensione spirituale in psicoterapia

    Umberta Telfener[1]

     

     

    Ci sono solo due modi per vivere la vita. Uno come se niente

    fosse un miracolo. L’altro come se tutto fosse un miracolo.  A. Einstein

     

    Voi siete qui per consentire al divino scopo dell’universo

    di manifestarsi. Ecco quanto siete importanti! E. Tolle

     

    “Che cos’è l’illuminazione?”, “La fine della sofferenza” Buddha

     

     

    Sono “nata” come terapista sistemica alla Filadelfia Child Guidance Clinic a metà degli anni settanta, strategica per imprinting, coinvolta nella terapia sistemico-relazionale che predicava la connessione e l’appartenenza. Parallelamente ho cominciato a leggere Castaneda e sono andata tutta la vita a visitare sciamani in giro per il mondo, incuriosita da quello che c’è tra cielo e terra, dalle dimensioni eteree, dal rapporto tra umano e natura. Ho fatto emergere un’altra faccia della mia personalità lavorando con i migranti in un dialogo che potesse non riproporre i vincoli tutti occidentali della psicoterapia; un’altra faccia parlando con le donne che sanno aprire il … Read the rest...

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  • Clinica e intercultura: il lavoro con i migranti

           Intendo riflettere sul lavoro clinico, che è sempre interculturale per definizione, e particolarmente sul lavoro con i migranti che non si espleta necessariamente tra le quattro mura della stanza di terapia e coinvolge più strutture, più operatori e la necessità di ‘sporcarsi le mani’. Mi interesso a questa tematica da molti anni in quanto impegnata a costruire una prassi clinica che non riproponga come intervento la psicoterapia, considerata una modalità occidentale e occidentalizzante di cura, pur rispondendo ugualmente alle esigenze socio-psicologiche specifiche degli utenti.
    Ritengo che le domande che arrivano dai migranti siano molto variegate e impongano percorsi di promozione della salute che connettano i problemi al sociale e alla comunità più vasta, anche nelle situazioni in cui si lavora con i singoli; ritengo che le risposte che noi “esperti” diamo debbano necessariamente coinvolgere sia una rete di operatori (ove sia necessario) sia la comunità in cui i problemi emergono, sia una riflessione sulla qualità della vita e sulle pratiche … Read the rest...

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  • Le relazioni fra culture in campo

        Ogni vivente è un sistema che deve conservare sia la sua identità (organizzazione), sia il suo adattamento all’ambiente (accoppiamento strutturale) – come direbbe Maturana – per cui il rapporto tra l’individuo e il suo ambiente è ineluttabile e mediato dalle culture esplicite e tacite presenti; l’individuo è necessariamente considerato nel suo contesto socio-culturale e questo influisce sulla danza delle condizioni sociali e interpersonali in cui un problema si sviluppa e viene mantenuto nel tempo. La cultura permea il nostro lavoro sempre e comunque, non mi stancherò mai di ripeterlo, anche se lavoriamo con il nostro vicino di casa: riscontriamo problemi culturali con qualunque famiglia, con qualunque individuo, sia che provenga da una zona/cultura a noi familiare o molto distante. In una famiglia, già essere nato per primo o per ultimo implica partecipare ad un clima culturale diverso. Tutta la psicologia è culturale per definizione, in quanto ognuno abita più nicchie all’interno di una cultura dominante.
    Desidero riflettere in questo intervento … Read the rest...

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  • Humor and the Intersubjective Construction of Knowledge

    Humor is a unique topic of study since there are so many aspects. By definition it is transdisciplinary covering various fields of knowledge, including philosophy, psychology, sociology and linguistics. We will start by attempting to give an initial operative definition: in an inter-subjective encounter, in relationships or in dialogue with others (including imaginary dialogue), we suddenly come across the unplanned or the unexpected: what is strange, unusual or incongruent. This sudden “flash” is humor, even though, obviously, not everything incongruous makes us laugh. So, we can define humor as a sudden contradiction that emerges (even if the humorist was searching for it) like a spiteful imp who overturns the way we look at things. Humor and knowledge are thus closely related: we can in fact erect elegant constructions with great effort and deconstruct their foundations with a simple joke.

    An oversight of Freud’s: “sceptical jokes”

    In Jokes and Their Relation To The Unconscious (1905), Freud proposes a key for the … Read the rest...

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  • A project with the Sinti population (gipsies) in an Italian town (U.T.)

    A few years ago I was called into a project  which regarded Sinti, Italian gypsies, as they call themselves.

    The socio-sanitary district of the mayor office of a big Italian town had arbitrarily decided to assign some popular homes to the gypsies in order to consequently dismantle  their camp at the periphery of the city. The officers had not done any analysis of their needs nor had met other than superficially with their comity. They expected gratitude and an enthusiastic  response: who doesn’t  desire a home? When the Sinti population had not responded as the social officers expected, a study group was organized, calling for a consultancy. One psychologist, one social worker and the responsible for the social services of the district (psychologist) were called in. I was  declared the supervisor of this consultancy group.

    We had received a mandate from the mayor’s office. The request to us was to understand the relationship between the socio-political structures and the Sinti … Read the rest...

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  • Save the date, Mettete in agenda un incontro interessante

    ACKERMAN INSTITUTE – N.Y.,

    MENTAL RESEARCH INSTITUTE – PALO ALTO,

    MILAN CENTRE of FAMILY THERAPY – MILAN

    meet in ITALY for  SYSTEMICS and FUTURE

    Milan – April 19th, Pescara – April 21st 2013

    How do we envision the future of systemic therapies and practices? Are systemic models of intervention in
    clinic, social work, marriage and family therapy still up to current times and evolutions in science and
    culture? How to bring to light the still unexpressed part of their potential?
    Professionals and scholars from three leader institutes of the historical “systemic revolution” decide to
    meet in a workshop and discuss with public the perspectives of systemic thought, practices and views.
    Two editions of this workshop will be held in Italy. The first in Milan, on April 19th, the second in Pescara,
    with real time streaming connection with 2009 earthquake stricken downtown area of L’Aquila, on April
    21st from 10:00 a.m. to 5:30 p.m. . The definitive location will be announced … Read the rest...

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The premises of the website

Systemics Voices and paths within complexity

Umberta Telfener, Luca Casadio

Introduction

Ludwig Wittgenstein observed in his Philosophical Investigations (1953, no. 18) that language “can be seen as an ancient city: a maze of little streets and squares, of old and new houses, and of houses with additions from various periods; and this surrounded by a multitude of new boroughs with straight, regular streets and uniform houses.” In our view, this analogy also captures the evolution of the various forms of knowledge (collective, individual, family, cultural, aesthetic, religious, etc.) and scientific knowledge in particular, with its “constructions”, interaction with other styles, and landscape. Read More